pittori
Le arti figurative al femminile
Rosario Pinto, storico dell'arte,docente di discipline storico-artistiche presso istituzioni universitarie, è autore di numerosi volumi di carattere generale e monografico sullo sviluppo delle arti figurative nel corso dei secoli e nel '900,in particolare dell'Italia meridionale. Guida l'Istituto di Studi per l'Arte "al" femminile e collabora con riviste specializzate e quotidiani per la critica d'arte.


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Istituto Grafico Editoriale Italiano

Prima edizione 2009

Pag 464  € 35,00




Il 3 marzo 2010 al PAN di Napoli lo storico dell’arte Rosario Pinto ha presentato il suo ultimo libro, nato dalla volontà e dalla necessità di raccogliere  in forma antologica le figure artistiche femminili meridionali delle quali “potesse essere fornito un quadro complessivo dell’ attività creativa svolta nel corso dei secoli”, dal 1500 ad oggi. Un lavoro di precisa e meticolosa ricerca documentaristica, come tiene a sottolineare l’autore, che lo qualifica come il primo saggio storico/critico finalizzato alla conoscenza storica ed alla promozione dell’arte prodotta dalle donne dell’intero Mezzogiorno d’Italia “strapazzato troppo spesso dalla natura e, peggio ancora, dagli uomini,ma che, generosamente, ha sempre prodotto e offerto”.

L’argomento si presenta immediatamente trasversale ad un discorso che, partendo dall’arte, sfocia ben presto in riflessioni di carattere sociologico e culturale.
La considerazione della donna, di queste donne, come oggetto di doppia discriminazione e subalternità (perché donne e meridionali), conduce non solo a pensare alle relazioni di potere tra generi, ma anche ai rapporti stabiliti e a volte sovvertiti, tra centro e periferia.
Questo libro riesce a dar voce e dignità ad un popolo subalterno e allo stesso tempo a ri-creare il dialogo fra “i sud” d’Italia, periferie di quel centro culturale che si identificava con la città di Napoli.
La rielaborazione spazio/temporale è un elemento fondamentale dello sguardo di oggi che guarda al passato, poiché smentisce le gerarchie e trova, proprio nelle periferie che si riversano nei centri, spazi dinamici e naturalmente pronti ad accogliere ed elaborare modelli non ortodossi di arte.
L’analisi e il dialogo costruito trasversalmente fra le periferie e, fra le periferie e il centro/resto del mondo costituisce  l’output della ricerca sugli effetti delle dinamiche sociali, sostrato culturale dell’attività artistica di queste donne, dove “il poco conosciuto” non significhi affatto “poco valido” restituendo loro il giusto, legittimo e meritato posto nella Storia dell’Arte .
 Cosicchè le donne-artiste diventano doppiamente emblematiche perché rappresentano il simbolo non solo del loro riscatto ma del riscatto degli spazi e delle culture  che ognuna di esse incarna.
Non resta che esprimere il nostro ringraziamento  all’autore nell’aver così pazientemente ricostruito la storia e la vita delle artiste meridionali assumendosi il compito, non facile, ma di grande vantaggio culturale, di apripista alla conoscenza dell’arte al femminile partendo dal “sano” principio che   “L’arte non è, in sé,né maschile né femminile;quando è arte, è arte e basta

Clementina Crocco
Maria Sannino